Sogno

Tag

, ,

Noi siamo diversi dagli animali, che fanno solo quello che la loro natura comanda. Noi invece siamo liberi. È il più grande dono che abbiamo ricevuto. Grazie alla libertà possiamo diventare qualcosa di diverso da quello che siamo. La libertà ci consente di sognare e i sogni sono il sangue della nostra vita, anche se spesso costano un lungo viaggio e qualche bastonata.
- Bianca come il latte, rossa come il sangue; Alessandro d’Avenia

I nostri sogni sono nascosti nelle cose che incontriamo veramente, quelle che amiamo: un luogo, una pagina, un film, un quadro… i sogni ce li prestano i grandi creatori della bellezza.
- Bianca come il latte, rossa come il sangue; Alessandro d’Avenia

Incenerire i sogni. Bruciare i sogni è il segreto per abbattere definitivamente i propri nemici, perché non trovino più la forza di rialzarsi e ricominciare. Non sognino le cose belle delle loro città, delle vite altrui, non sognino i racconti di altri, così pieni di libertà e di amore. Non sognino più nulla. Se non permetti alle persone di sognare, le rendi schiave.
- Bianca come il latte, rossa come il sangue; Alessandro d’Avenia

I sogni veri si costruiscono con gli ostacoli. Altrimenti non si trasformano in progetti, ma restano sogni. La differenza fra un sogno e un progetto è proprio questa: le bastonate.
- Bianca come il latte, rossa come il sangue; Alessandro d’Avenia

I sogni sono come le stelle: le vedi brillare tutte quando le luci artificiali si spengono, eppure stavano lì anche prima. Eri tu a non vederle, per il troppo chiasso delle altre luci.
- Bianca come il latte, rossa come il sangue; Alessandro d’Avenia

Parole liberanti

“Dobbiamo arrivare alla fine della nostra vita con le mani vuote.
Significa allora che avremo donato tutto quello che abbiamo ricevuto.”

Significa che ora devo lasciarti andare. Lasciarti andare.
Perchè ti trattengo ancora con le mani che sono i miei pensieri, in fondo amo circondarmi di te. I miei occhi non ti hanno più visto, le mie  orecchie non han più sentito la tua voce, ma i miei pensieri sono ancora così ricchi di te.

Ieri ho ascoltato queste parole:
“Lasciar libere le persone che amiamo significa accettare di non essere la cosa più importante per loro, significa accettare che amino altri più di noi”.

Inconsciamente ho sempre desiderato essere la persona “più” per te: più speciale, più unica. Idealizzato. Questo ho fatto, ti ho idealizzato, e ho fatto la medesima cosa con me stessa.
Quindi…tutte le volteche mi verrai in mente proverò ad immaginarti in pigiama, alla mattina appena sveglio e magari anche un po’ raffreddato. Ed io accanto a te: spettinata, con il pigiama stropicciato e con il mio consueto mutismo.
No, non sei l’uomo che fa per me.

Servire = prendersi cura

Tag

La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei.
Egli si avvicinò
e la fece alzare
prendendola per mano;
la febbre la lasciò
ed ella li serviva.
- Mc 1, 30

La suocera di Pietro era affetta da una malattia profondissima: era stanca di avere sempre la casa piena di gente, di uomini e bambini. Era lei ad avere la responsabilità di quella casa, della sua gestione. Ed era stanca.
Quel giorno poi le portano un altro ospite, l’ennesimo. Un nuovo ospite, un uomo in più da servire. “Basta! Mi metto a letto” dice tra i denti, imbronciata; il cuore chiuso e duro.
Gli uomini, venutolo a sapere, si preoccupano. “Come può? Come facciamo ad accogliere questo nostro opsite senza lei? Chi se ne occuperà?”
Gesù entra in casa e subito Pietro gli si avvicina e all’orecchio sussurra sottovoce, rosso in volto: “Mi dispiace, Maestro, ma non abbiamo nulla da offrirti, vedi mia suocera è a letto, con la febbre”.
Gesù chiede di lei e Pietro lo conduce nella stanza dove stava la donna.
Lui le si avvicina
la prende per mano
e la   s o l l e v a.

La libera da quella durezza di cuore, la solleva, la fa risorgere, le dona un cuore nuovo.
Ed ella torna a servire perchè comprende che “servire” è “prendersi cura”. Comprende in fin dei conti che ciò che più le sta a cuore è prendersi cura della sua famiglia, di quella casa, anche se pesante.

Il colore dell’Amore

Tag

,

Quando le pietre sono così espressive
da parlare al tuo cuore.

Una donna
che offre da bere ad un uomo
e ne rimane così colpita
da abbandonare la sua vecchia vita
per seguirlo.

Marco I.Rupnik riesce a far parlare le pietre, riesce a farle cantare.
Ieri ho scartato il mio regalo di compleanno, il regalo che mi hanno fatto i miei fratelli: un buono omaggio per una visita alla Cappellina della Casa Incontri Cristiani di Capiago -Co-
Posticino sperduto tra lago e monti, deserto. Arrivati a destinazione mi lancio alla scoperta del luogo. Incontro un ometto piccino e canuto, gli domando se è lì che possiamo far visita alla cappellina e vedere i mosaici di Rupnik. Mi risponde con un cenno della testa e aggiunge: “Aspetta, vado a chiamare il responsabile”.

Arriva un padre gioioso, sorriso sincero e fresco. Ci guida attraverso le pietre, dentro a quei colori e a quelle forme così semplici, quasi infantili. Nessun particolare, solo l’essenziale delle forme. Ci guida e svela i segreti del lavoro di questo artista.
Bocche piccole, occhi grandi e neri, espressioni di volti che tutt’altro che assenti, sprigionano la consapevolezza di sè, della loro storia, della loro interiorità. Mani tese, brocche ed acqua, un gomitolo rosso, un’ala trattenuta, uno sguardo d’amore, una veste che s’interseca con le pietre di un pozzo -vuoto-; un mantello mosso dallo Spirito, un altro mantello che si allontana, tre doni accanto ad una greppia nera.

Sono rimasta senza parole. Un’opera che parla, sussurra e canta di Dio.

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.