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La ragazza dai capelli mori e dagli occhi profondi e attenti, legge seduta alla finestra dell’umile casa che affaccia su un piccolo cortile di ciottoli.
Assorta
tra le pagine di quel libro
sente lontana una musica.
Ferma gli occhi, non solleva nemmeno il capo.
Rimane così, ferma, la testa china.
“Che dolce melodia” pensa stupita “chi mai può saper suonare così bene qui al paese?”
La melodia è struggente, le entra nel cuore, sempre più nel cuore.
Lentamente non esiste più il libro che ha tra le mani, la stanza in cui si trova perde le pareti, svanisce anche la finestra e il cortile…tutto è musica.
La ragazza rimane, immobile,
il tempo si è forse fermato?
Poi una voce nasce sottile da quelle note delicate: «Gioisci Maria, il Signore è con te»
“Chi sei? e perchè mi saluti in questo modo?” pensa Maria.
Senza riuscire a formularle, le parole le rotolano lente sulla lingua, arrenstandosi prima di poter diventare suono.
«Non temere Maria» le risponde quella voce calda e gentile, così piena da diventare presenza. «Dio ti ha favorita. Concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato figlio d’Altissimo».
Il cuore le batte forte nel petto.
Respira, Maria, tutta la Bellezza di quelle parole. Ne è avvolta.
Ma non capisce come può essere possibile. Non sa da dove le viene quella forza che sente dentro, ma chiede «Come avverrà questo?»
L’angelo sorridendo con gentilezza le risponde «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra» e lentamente chiude le sue ali attorno a lei.
Maria respira quell’ombra calda e profumata.
Chiude gli occhi e si sente infinitamente amata, al riparo tra quelle ali candide.
«Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio» continua l’angelo.
Maria rimane silenziosa, dolcemente abbandonata in quell’abbraccio.
Un poco e egli aggiunge «Sai, Elisabetta, tua parente, tutti la dicevano sterile. Nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei: nulla è impossibile a Dio». Quelle parole le giungono come una carezza.
Maria rimane. Rimaneva avvolta in quell’abbraccio eterno.
Il tempo si è fermato.
La mente non capisce, ma il cuore batte, batte sempre più profondamente, sempre più intensamente. La mente non capisce, non arriva, non si spiega
ma il cuore sa la strada.
Il cuore crede.
Silenzio.
«Fiat»
Un sospiro appena, delicatissima melodia d’amore, canto del cuore.
E dopo quella delicatissima nota di violino, un concerto di gioia in cielo.
Alba di speranza, Maria.

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rivisitazione assolutamente personale del Vangelo secondo Luca sull’Annunciazione di Maria
 
Lc 1,26-38
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.