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La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei.
Egli si avvicinò
e la fece alzare
prendendola per mano;
la febbre la lasciò
ed ella li serviva.
- Mc 1, 30

La suocera di Pietro era affetta da una malattia profondissima: era stanca di avere sempre la casa piena di gente, di uomini e bambini. Era lei ad avere la responsabilità di quella casa, della sua gestione. Ed era stanca.
Quel giorno poi le portano un altro ospite, l’ennesimo. Un nuovo ospite, un uomo in più da servire. “Basta! Mi metto a letto” dice tra i denti, imbronciata; il cuore chiuso e duro.
Gli uomini, venutolo a sapere, si preoccupano. “Come può? Come facciamo ad accogliere questo nostro opsite senza lei? Chi se ne occuperà?”
Gesù entra in casa e subito Pietro gli si avvicina e all’orecchio sussurra sottovoce, rosso in volto: “Mi dispiace, Maestro, ma non abbiamo nulla da offrirti, vedi mia suocera è a letto, con la febbre”.
Gesù chiede di lei e Pietro lo conduce nella stanza dove stava la donna.
Lui le si avvicina
la prende per mano
e la   s o l l e v a.

La libera da quella durezza di cuore, la solleva, la fa risorgere, le dona un cuore nuovo.
Ed ella torna a servire perchè comprende che “servire” è “prendersi cura”. Comprende in fin dei conti che ciò che più le sta a cuore è prendersi cura della sua famiglia, di quella casa, anche se pesante.