Fai bei sogni, Massimo Gramellini

Postato il Aggiornato il

Niente recensione per questa volta. In fondo la recensione dei libri mi lascia una sensazione di aridiàt. Non ho mai sopportato la “scheda del libro” che maestre e professoresse decidevano di darci per compito (troppo scomodo discuterne insieme?).
Letture costrette e schede incomplete: perché mai avrei dovuto sapere chi era l’editore per apprezzare la storia?
E infatti non ho mai apprezzato nessuno di quei racconti, letti al solo scopo di non prendere un’insufficienza e non subire la vergogna di un compito non fatto (ho sempre avuto uno spiccato senso del dovere, a discapito di quello del piacere ). Di quei momenti ricordo il foglio bianco, completamente bianco. Cosa avrei dovuto riportare di quella storia? la trama? Ma non era quello che mi colpiva: io preferivo di gran lunga alcuni episodi, i singoli momenti in cui la storia prendeva una piega insolita, gli attimi in cui il protagonista decideva della sua vita, quando si innamorava, quando nel suo cuore prometteva di partire per un viaggio. Poi si sapeva, la storia sarebbe andata a finire bene, esattamente come mi aspettavo, o come imparavo ad intuire.
Mi sono sempre interessati gli attimi, i guizzi dell’anima. Gli scatti. Non le pellicole.

Tutto questo emerge inatteso dopo la lettura di “Fai bei sogni” di Massimo Gramellini.
Niente scheda del libro dunque, ma un gentile gorgoglio di sentimenti, emozioni, desideri e realtà. Un incessante rimescolio interiore dal quale emergono domande. Gramellini mi ha fatto da specchio. Nella sua storia ho guardato la mia, annotando le differenze biografiche e ritrovandomi in quell’inattività dell’anima, quel rimanere succubi di un Belfagor che si annida nel cuore.
Elisa. Elisa è la donna dei punti esclamativi che insegna a vivere l’amore. Elisa. 
Billie l’angelo a quattro zampe, un segna-amore che guida e accompagna allo stesso tempo.
Gramellini mi racconta la fatica del crescere, il crescere nonostante” e tira fuori la forza necessaria per affrontare ogni giorno la vita come una prova nonostante le ingiustizie, come una quotidiana scelta eroica.
Gramellini mi insegna il perdono, che sgorga dalle carezze di una donna, dal contatto fisico, che fa capire che esisti, che sei al mondo, che tira fuori dall’angolo più buio e remoto di te stesso il desiderio di sentirti vivo e di vivere.
Gramellini mi insegna a desiderare la vita, che non è mai persa del tutto fino a quando combatti contro la paura.
Si, perché la paura spegne l’amore. Anche quello di una madre.

 

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