note

Giovanni Allevi

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Immersione in un oceano di note, di melodie. Occhi chiusi.
Questo basta per vivere il concerto di Giovanni Allevi che traduce in note i versi di un poeta, il regalo di una stella, i primi tre minuti dopo il risveglio, un viaggio in ambulanza, gli occhi di una donna, la strage di Beslan, la tensione al trascendente “alla quale gli artisti sempre tendono”.

la mia preferita? Ne ho due: Elevazione e Back to life

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Forgiveness, Elisa

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In questi giorni sto rigirando nella mente la parola “perdono”. Ne guardo tutte le sfaccettature, come se fosse un diamante.
Ho incrociato il testo della canzone “Forgiveness” di Elisa

Forgiveness our key to the world
Forgiveness i’m frightened to deserve
Forgiveness all that we need
It’s forgiveness i am not sure i know…

Il perdono è la sola chiave di accesso del mondo. 

Le parole di Elisa accendono un’altra luce: una volta ascoltai questo racconto midrashico sul perdono, sulla misericordia.

Dio un giorno decise di creare il mondo e si accinse a lavorare l’argilla. La impastò con le sue mani, le diede forma. Ma ecco che l’argilla ricadeva su se stessa, il mondo non prendeva forma. Così una, due volte, sei volte. Il mondo non reggeva, cadeva e ricadeva.
Ebbe un pensiero Dio, pensiero geniale, al settimo tentativo creò la misericordia. Ed ecco che il mondo resisteva, rimaneva in piedi: “sorretti dalla misericordia”

The Musical City

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Geniale!
Quando lo fanno a Lodi?

 

birds play music

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 Birds naturally station themselves as musical notes on electric wires,
so a guy decides to play it hear what it sounds like.

Philippe Pozzo di Borgo & Yasmin Abdel Sellou, Intouchables

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Questo è uno di quei film che non mi stanco mai di rivedere (e non sono molti quelli che rientrano in questa categoria).

  E’ una storia vera.

Questo è ciò che maggiormente mi ha affascinato, e ancora mi affascina. Driss (Omar Sy) e Philippe (François Cluzet) nella realtà sono Philippe Pozzo di Borgo e Yasmin Abdel Sellou. Gli occhi di Driss guardano Philippe da uomo a uomo e non filtrano tutto attraverso la paura della sua paralisi.

Esattamente questo quello che voglio, nessuna pietà. Spesso mi passa il telefono, sai perché? Perché si dimentica. E’ vero, non ha una particolare compassione per me, però è alto, robusto, ha due braccia, due gambe, un cervello che funziona, è in buona salute. Allora di tutto il resto a questo punto, nel mio stato, come dici tu, da dove viene, che cosa ha fatto… io me ne frego.

E a volte capita di affezionarmi talmente tanto ai personaggi di alcuni film da non riuscire ad abbandonarli; e così anche con Intouchables vorrei sapere come sono andate avanti le loro vite, quali altre corse in macchina hanno fatto, quante altre feste o voli con il parapendio.

Alla ricerca di qualche informazione mi sono imbattuta subito in “Le Second Souffle”, il libro che Philippe Pozzo di Borgo ha scritto. E sarà la mia prossima lettura!

Vincitore dei premi César 2012 e Lumière 2012 (Omar Sy) e del Grand Prix al miglior film, premio per il miglior attore (François Cluzet e Omar Sy) è un peccato che non abbia vinto alcun premio per la colonna sonora. Ludovico Einaudi riesce a rendere la sospensione di alcune scene e le sue note sono le parole che riempiono gli sguardi e i silenzi. Ma … ho un debole per Einaudi.

Tu, nell’universo

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Ogni volta che l’ascolto ho i brividi.
E, devo ammetterlo, cantata da Elisa la preferisco.

Sai, la gente è sola, come può lei si consola
non far sì che la mia mente
si perda in congetture, in paure
inutilmente e poi per niente.
Tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo!
un punto, sai, che non ruota mai intorno a me
un sole che splende per me soltanto
come un diamante in mezzo al cuore.
tu, tu che sei diverso, almeno tu nell’universo!
non cambierai, dimmi che per sempre sarai sincero
e che mi amerai davvero di più, di più, di più.

Vegliate!

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” Il tempo di Avvento si avvia con la pretesa di farci aprire gli occhi anzitutto sulle nostre coordinate geografiche, per farci misurare quanta distanza ci separi da una vita all’altezza della nostra umanità e della nostra fede. Proprio una cattiva messa a fuoco di noi stessi spiega l’esistenza — e pure l’insistenza — di molti nostri vizi, la causa profonda di tante liturgie quotidiane che ci appagano solo per qualche istante ma poi lasciano amari vuoti in fondo all’anima. Questo è il primo regalo dell’Avvento, l’invito a emettere un grido che esprima il nostro bisogno di salvezza.
Se accettiamo l’invito a risvegliare i sensi e a resistere all’ottundimento della coscienza, allora i nostri piedi ricominciano a camminare verso il Signore che viene. ). Il tempo di Avvento ci rimette in piedi e in stato di veglia davanti a un Dio che è «nostro padre, da sempre», che non si stanca mai di essere il «nostro redentore» (Is 63,16). ”
fonte

Ecco cos’è l’Avvento:
 ” Grido che si leva, occhi che si aprono, cuori che si scaldano, piedi che si incamminano mossi dalla speranza ”


Oggi -29novembre- desidero condividere uno dei tantissimi regali che mi sono stati fatti da te, mia dolcissima amica! “Miserere” cantata da Zucchero&Pavarotti.
Il testo…non mi ero mai fermata ad ascoltarlo con attenzione, ma credo proprio sia prefetto per iniziare il periodo dell’Avvento, quel grido che si leva, occhi che si aprono, cuori che si scaldano, piedi che si incamminano mossi dalla speranza.

Miserere, miserere
Miserere, misero me
però brindo alla vita!
Ma che mistero è la mia vita,
che mistero
sono un peccatore dell’anno ottantamila,
un menzognero!
ma dove sono e cosa faccio
come vivo?
vivo nell’anima del mondo
perso nel vivere profondo!
Miserere, misero me
però brindo alla vita!
Io sono il santo che ti ha tradito
quando eri solo
e vivo altrove e osservo il mondo
dal cielo,
e vedo il mare e le foreste
e vedo me che…
vivo nell’anima del mondo
perso nel vivere profondo!
Miserere, misero me
però brindo alla vita!
Se c’è una note buia abbastanza
da nascondermi, nascondermi
Se c’è una luce, una speranza,
sole magnifico che splendi dentro me…
dammi la gioia di vivere
che ancora non c’è!
Miserere, miserere
quella gioia di vivere (che forse)
ancora non c’è