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Anno nuovo, sia fatta la Tua volontà

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Mi accorgo, ogni tanto, quando sono presente a me stessa, come cambia – completamente – la vita se si vive cercando di risparmiare, di salvare un po’ di vita, di tenersi qualcosa per sé, rispetto a quando si accetta di lasciarsi mangiare. Un sì a un figlio, una cosa fatta meglio invece che prendendo la scorciatoia, una richiesta ascoltata, un bisogno di un amico o di uno scocciatore non ignorato. E siccome la conversione è un processo, ed è continuo, più il cuore si allarga e la disponibilità diventa un atteggiamento di fondo. Invece più si tende a risparmiare più il cuore si indurisce. È per questo che quando il Signore chiede una mano a qualcuno – perché siamo noi le sue mani, i suoi piedi, la sua bocca – tende a chiederla a chi già sta facendo un bel po’. Più sei indaffarato, più il Signore ti chiede.

il blog di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

Oggi ero al telefono con un’amica – si sa, questo è tempo di bilanci e di propositi, e BISOGNA per forza sentirsi – e siccome siamo donne andiamo subito al cuore della questione, prendiamo sempre sul serio la reciproca domanda “come va?” (che invece, si sa, per l’uomo è un distratto intercalare).

Va che dobbiamo sempre di più imparare a vivere consegnate. Chiediamo ogni giorno nel padre Nostro che sia fatta la sua volontà, ma in realtà non è che ci interessi moltissimo conoscerla, se non è proprio aderente alla nostra, se il suo progetto è impegnativo o doloroso o faticoso. Invece la volontà di Dio dovrebbe essere oggetto e fine di tutte le nostre preghiere. Solo così la preghiera e la vita diventano unitarie, mai ci separano da noi stessi.

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Dal canto libero al canto libero

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Zun Eingang

A chi mi devo rivolgere, quando la sventura e il dolore mi gravano?
A chi annuncio la mia gioia, quando felice batte il mio cuore?
A Te, a Te, o Padre, vengo nella gioia e nella sofferenza,
Tu mandi ogni felicità, Tu guarisci ogni dolore.

Ah, se non avessi Te, che sarebbero per me cielo e terra?
Ogni posto un luogo d’esilio, io stesso nelle mani del destino.
Sei Tu che ai miei sentieri fornisci una meta sicura
e terra e cielo implorano una dolce patria.

 

in preparazione al concerto di domani

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Risate

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Stamattina la mamma rideva
Parlava e rideva
E faceva ridere papà.

Capisco che ride
Da come muove la pancia
E io dondolo dentro
Come su un’amaca .

La risata del papà la sento perché è forte
Arriva fino alle mie orecchie,
Anche se sono ancora piccole,
E assomiglia al rumore dei sassi che rotolano nel mare
È calda

Frivolezze mattutine

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Questa mattina mi sono imbattuta, piacevolmente imbattuta, in questa lunga carrellata di immagini e colori. Credo che google, in questo, sia imbattibile.

Anche le principesse hanno qualcosa da insegnare

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La settimana scorsa una “varicella inaspettata” mi ha permesso di guardare, insieme alla mia Camillina, Rapunzel. Già da tempo ero curiosa di vederlo, ma la mia era una curiosità piuttosto “arrendevole”. Mi spiego. Mi aspettavo il solito film d’animazione, quello che come commento strappa il classico: carino ma che non ti lascia nulla di più che due ore di vuoto leggero nel cervello.
Rapunzel avrebbe dovuto competere con Up e Ratatouille, i miei pireferiti, in assoluto!
Devo ammetterlo, mi ha stupito.
D’accordo, è la classica storia d’amore, di principesse che non sanno di esserlo, di cattivi davvero cattivi e di cattivi che, in fondo in fondo, non lo sono. Ma oltre a tutto questo, quello che mi ha lasciato una piacevole sensazione è stata la scena finale. Il Sole. Quel Sole mi si è stampato in testa.
Perchè anche nel bel mezzo di una tempesta, anche quando non sai più chi sei, non capisci dove devi andare, c’è Quel Sole che spinge i suoi raggi luminosi, ti fa luce, ti indica il cammino.

In realtà mi ha colpito anche un’altra cosa. Le meraviglie più grandi possiamo compierle solo se siamo disposti a perdere ciò che di più prezioso abbiamo. I suoi capelli erano un dono, un dono che era stato custodito gelosamente. Un dono che era stato “sporcato” perchè messo al servizio di un egoismo. Rapunzel i suoi capelli non li usava certo per il dono che avevano, le erano utili per appendersi nel vuoto e dipingere, dondolare, legare, aggrapparsi…insomma…quel dono non le era mai servito granchè. Solo quando le vengono tagliati e perdono così il loro potere Rapunzel riesce a compiere la meraviglia più bella.
Queste misere riflessioni mi permettono di ricollegarmi ad un interessante meditazione ascoltata proprio ieri. Una frase mi ha colpito, riferita ad una donna davvero coraggiosa, Tamar:

non si salva la vita proteggendola dalla morte,
si salva la vita rischiandola con audacia


Nonsopporto

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Non sopporto gli uomini
che scrutano le donne
come se fossero filetti, lombate, noci, guanciali, carré,
pancette, coppe, costine, prosciutti,
sanguigni
succosi
esposti al bancone del macellaio!

ProprioNonLiSopporto!

Benedizioni

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Questa giornata?

La rivivrei tutta, dall’inizio alla fine!