Hannah Hurnard

L’ultima riga delle favole, Massimo Gramellini

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” Ho passato la vita a desiderare che fosse la persona giusta. Il guaio è che una persona non diventa giusta solo perché tu lo desideri. “

La storia di un cammino che mi ricorda un po’ quello faticosamente percorso da Timorosa, protagonista di “Piedi di cerva sulle alte vette” di Hannah Hurnard.
Un romanzo al maschile che stappa i pori ostruiti dell’anima, apre le finestre di un uomo che aveva perso il contatto con la voglia di vivere, sepolta sotto una spessa coltre di anestetico cinismo.
Il lettore si inoltra con Tomàs negli spazi delle “Terme dell’anima” e con lui rivedere il cammino della propria vita, riscoprendo il desiderio di vivere, di amare, di prendere possesso della propria esistenza ripartendo proprio da se stesso.

Timorosa e Tomàs.
Lei. Una donna in cerca della propria vocazione, faticosamente ritrovata lungo i sentieri delle montagne che conducono alle Alte Vette. Una ricerca di Dio che conduce sempre ad un incontro con la parte più vera di se stessi. E che alla fine del cammino incontra una se stessa trasformata, anche nel nome, e un amore.
Lui. Un uomo che viene trascinato in salvo da un desiderio di amore, cammina e suda ritrovando la sua anima.

 

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{ nuova nascita }

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A questo punto il Re si alzò con un radioso sorriso, e dopo aver benedetto tutti i presenti, prese una mano alla Sua Amica Audace e l’altra alla Sua altrettanto Amica Ringraziamento, e accompagnato da tutto il corteo degli Amici, le condusse sulla sponda del fiume.
Il Re discese Egli stesso nel fiume con le sue due compagne e le condusse all’altra sponda.
La luce al di là era così sfolgorante, che gli spettatori rimasti a terra ne rimasero abbagliati, ma sembrò loro di scorgere che quello splendore provenisse da un gruppo di luminose figure adunate sull’altra sponda. Come se una moltitudine di abitanti di quella Regione fosse discesa dalle Altissime Vette per dare il benvenuto agli amici del Re.
Ma tutti videro chiaramente che appena le due donne posero piede nel fiume, i loro corpi mortali scivolarono via come vecchi e frusti indumenti, subito trascinati dalle acque spumeggianti oltre la cascata, nella sottostante Valle della Morte.
Parve anche loro di cogliere un barlume dei due Esseri radiosi fino allora rinchiusi in quei corpi mortali da cui ora emergevano liberi. Uno di essi, dritta ed aurea figura, rilucente come in una lustra armatura, procedeva a fianco del Re dove prima si trovava la loro amica Audace, mentre dall’altra parte si intravedeva una figura addobbata di abbagliante candore. Poi la luce inghiottì tutto quanto, e gli esseri tuttora viventi compresero che nessuno avrebbe mai più rivisto le loro due amiche nella Vallata dell’Umiliazione.
Le due figlie della signora Ringraziamento, sua nipote Grazia Celeste e Intrepido Testimone si attardarono ancora in riva al fiume, con lo sguardo rivolto alla sponda dove il Re aveva portato le loro care, e meditando sulle meraviglie che aveva operato nelle esistenze di entrambe. Poi si guardarono l’un l’altro, e pur con occhi velati di lacrime, il loro volto sorrideva di gioia.
” E’ bello sapere che i nostri cari ora sono passati all’altra sponda ” disse Benedicente.
“E anche noi ci andremo, quando sarà ora e niente ci potrà più separare ” aggiunse Benigna
” E nel frattempo abbiamo un nobile lavoro da compiere in questo mondo, così che quando giungerà il momento di passare all’altra sponda, saremo carichi di trofei, da portare con noi per la gloria del Re” seguitò Intrepido Testimone.
 
Hannah Hurnard – Le montagne delle spezie

 

Grazie, grazie a te e alla tua nonna perchè mi avete fatto comprendere come tutto questo sia realtà. Sorridere nascendo a nuova vita.

Il Melograno (l’Amore)

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Il Melograno ricopriva completamente la prima delle Montagne delle Spezie.

Portavano fiori e frutti contemporaneamente, entrambi di un bel colore vermiglio e insieme alle foglie verde brillante, formavano un insieme meraviglioso con il cielo turchese. In Oriente si raccontava di quanto fosse salutare riposare alla sotto le sue fronde, nessuno spirito malvagio osa avvicinarsi ad essa.

 

rielaborato da “Le Montagne delle Spezie” di Hannah Hurnard