L’alternativa mediterranea

L’imperialismo atlantico e il fardello dell’uomo bianco.

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In questi giorni sto studiando il testo “L’alternativa mediterranea” edito da Feltrinelli, un tomo vero e proprio che all’inizio mi ha atterrito per la sua immensità…devo ammetterlo.

Devo ammettere con altrettanta sincerità che non mi aspettavo di trovarlo così interessante. Nelle pagine, nelle parole di vari autori ( Raja Bahlul, Franco Cassano, Serge Latouche,  Danilo Zolo sono solo alcuni) si legge una nuova speranza, una nuova lotta da intraprendere, una nuova visione del mondo. Cambiare occhi è sempre una sfida e richiede sforzo, impegno. Questa nuova visione consiste, brevemente, nel dettare la fine dell’Europa come “appendice orientale dell’imperialismo altlantico”. Situazione che si è venuta a creare soprattutto dalla fine della II Guerra Mondiale, quando le potenze europee, stremate del conflitto, si affidarono all’appoggio degli Stati uniti d’America. Senza farsi sfuggire l’occasione, hanno iniziato a stabilire basi militari un po’ ovunque in Europa, in quei luoghi strategici che ne permettevano il controllo. In nome del progresso, della difesa dei diritti civili, umani e individuali, hanno stabilito le loro “basi di controllo” (nella zona Balcanica – Kosovo e Bosnia-Erzegovina- Israele -nodo centrale dei conflitti del Mediterraneo- ma anche in Italia -base di lancio verso l’oriente- ). L’Europa ha assistito immobile a tutto ciò ed ora si trova ad essere “appendice orientale dell’imperialismo atlantico” che pretende di porre sotto il proprio controllo l’intero globo.

Ma non vorrei limitarmi a questa riflessione, vorrei, anzi, condividere con voi un breve pensiero, scaturito proprio questa mattina dall’incontro con un vescovo di Lomè – Togo.

Nella predica definiva il miracolo di cui si parla nel brano di Vangelo di oggi, come mircolo missionario . Cristo avendo ascoltato il soldato romano -pagano: che non accetta i valori del cristianesimo- gli concede la grazia di veder guarire il suo servo. Così facendo opera non per un “credente” non per “i figli di Israele” bensì per una persona che non conosce il cristianesimo. Ricollegandosi a ciò ha affermato che “anche voi avete compiuto un miracolo missionario, venendo nelle nostre terre, in Africa e annunciandoci la Parola, convertendoci al Vangelo e donandoci la Salvezza”.

Ora, so bene che è accaduto questo. I missionari hanno evangelizzato le popolazioni di Africa e America e Asia. Ma quando pronunciava quelle parole, nella mia mente si è accesa una lampadina. Colonizzazione. E quell’atteggiamento quasi reverenziale verso l’uomo bianco che ha portato la salvezza mi faceva rabbrividire.