luce

Dante – poeta del desiderio

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Sabato sera un ragazzo avrebbe di meglio da fare che partecipare ad una conferenza su Dante.
Dante? Dante davvero?
Eppure di ragazzi ce n’erano ad ascoltare Franco Nembrini, che per quasi due ore ha parlato del poeta.
E li ha tenuti incollati alla sedia.
E anche io,  da sempre scettica su Dante, mi sono lasciata affascinare.
Dante l’ho sempre contestato: chi era lui per dire chi dovesse andare all’inferno? E perché proprio Ulisse (uno degli uomini di cui ero segretamente innamorata). E poi? non è che la Chiesa si è lasciata convincere da Dante sull’esistenza dei “tre regni”? Che poi, secondo me l’inferno non esiste.
Queste le mie convinzioni risalenti agli anni delle superiori.

Ma per fortuna (o per Grazia?) ho incontrato Franco Nembrini, che mi ha parlato di stelle, desiderio, luce, sguardo: salvezza.
Dante, poeta del desiderio. Dante, poeta, quindi uomo che conosce l’essere umano, che percorre tutto un cammino profondissimo per poter parlare agli uomini (di tutti i tempi) e dire loro: “ricominciare è possibile!”

Ho iniziato dal suo libro sul Purgatorio:

«Cantica del perdono», il Purgatorio è la cantica della tenerezza per se stessi; è la cantica del presente, del tempo e dello spazio, dell’umanità, del percorso e del lungo lavoro che l’uomo deve fare per diventare fedele a se stesso, per ritrovare se stesso, per essere quello che al fondo è sempre stato: puro desiderio. È Dante che risponde alla domanda che abbiamo tutti: si può ricominciare? C’è una novità per cui si può ricominciare? Si può nascere di nuovo?

Così ogni mattina ora mi alzo e inizio la giornata con la prima terzina della seconda cantica:

Per correr miglior acque alza le vele
omai la navicella del mio ingegno,
che lascia dietro a sé mar sì crudele;

La luce che non hai

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Legala agli altri la luce che non hai, la forza che non possiedi,

la speranza che senti vacillare in te, la fiducia di cui sei privo.

Illuminali del tuo buio.

Arricchiscili con la tua povertà.

Regala un sorriso quando hai voglia di piangere.

Alessandro Manzoni