L’ultima riga delle favole

Un posto nel mondo, Fabio Volo

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Un libro che abitava la mia libreria da circa 7 o 8 anni, circa…ma mai, mai aperto, tanto che era ancora vestito della fascetta blu con la scritta “best sellers”.
Ieri l’ho pescato più che per disperazione che per ispirazione, lo ammetto.
Divorato in meno di ventiquattr’ore.
Riporto il titolo di un capitolo, il decimo:
“Tutto in quei giorni diceva la stessa cosa”
per dire che ho avuto la sensazione di aver in qualche modo trovato un altro libro “parlante”; un po’ come “Fai bei sogni” e “L’ultima riga delle favole” di Gramellini.
Sarà, ma in questi ultimi tempi i libri che scelgo (a caso! davvero a caso e solo per il titolo o la copertina) mi dicono tutti la stessa cosa, mi parlano del desiderio di “lasciarsi andare, di buttarsi per cadere verso l’alto“.

Penna delicata, quella di Fabio Volo. Poetico e intenso, vibrante. Mi ha assorbito perché ha toccato una parte di me che trema di angoscia. Volo è stato una carezza che l’ha quietata.
E di questo gli sono riconoscente.

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L’ultima riga delle favole, Massimo Gramellini

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” Ho passato la vita a desiderare che fosse la persona giusta. Il guaio è che una persona non diventa giusta solo perché tu lo desideri. “

La storia di un cammino che mi ricorda un po’ quello faticosamente percorso da Timorosa, protagonista di “Piedi di cerva sulle alte vette” di Hannah Hurnard.
Un romanzo al maschile che stappa i pori ostruiti dell’anima, apre le finestre di un uomo che aveva perso il contatto con la voglia di vivere, sepolta sotto una spessa coltre di anestetico cinismo.
Il lettore si inoltra con Tomàs negli spazi delle “Terme dell’anima” e con lui rivedere il cammino della propria vita, riscoprendo il desiderio di vivere, di amare, di prendere possesso della propria esistenza ripartendo proprio da se stesso.

Timorosa e Tomàs.
Lei. Una donna in cerca della propria vocazione, faticosamente ritrovata lungo i sentieri delle montagne che conducono alle Alte Vette. Una ricerca di Dio che conduce sempre ad un incontro con la parte più vera di se stessi. E che alla fine del cammino incontra una se stessa trasformata, anche nel nome, e un amore.
Lui. Un uomo che viene trascinato in salvo da un desiderio di amore, cammina e suda ritrovando la sua anima.