Tamar

Anche le principesse hanno qualcosa da insegnare

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La settimana scorsa una “varicella inaspettata” mi ha permesso di guardare, insieme alla mia Camillina, Rapunzel. Già da tempo ero curiosa di vederlo, ma la mia era una curiosità piuttosto “arrendevole”. Mi spiego. Mi aspettavo il solito film d’animazione, quello che come commento strappa il classico: carino ma che non ti lascia nulla di più che due ore di vuoto leggero nel cervello.
Rapunzel avrebbe dovuto competere con Up e Ratatouille, i miei pireferiti, in assoluto!
Devo ammetterlo, mi ha stupito.
D’accordo, è la classica storia d’amore, di principesse che non sanno di esserlo, di cattivi davvero cattivi e di cattivi che, in fondo in fondo, non lo sono. Ma oltre a tutto questo, quello che mi ha lasciato una piacevole sensazione è stata la scena finale. Il Sole. Quel Sole mi si è stampato in testa.
Perchè anche nel bel mezzo di una tempesta, anche quando non sai più chi sei, non capisci dove devi andare, c’è Quel Sole che spinge i suoi raggi luminosi, ti fa luce, ti indica il cammino.

In realtà mi ha colpito anche un’altra cosa. Le meraviglie più grandi possiamo compierle solo se siamo disposti a perdere ciò che di più prezioso abbiamo. I suoi capelli erano un dono, un dono che era stato custodito gelosamente. Un dono che era stato “sporcato” perchè messo al servizio di un egoismo. Rapunzel i suoi capelli non li usava certo per il dono che avevano, le erano utili per appendersi nel vuoto e dipingere, dondolare, legare, aggrapparsi…insomma…quel dono non le era mai servito granchè. Solo quando le vengono tagliati e perdono così il loro potere Rapunzel riesce a compiere la meraviglia più bella.
Queste misere riflessioni mi permettono di ricollegarmi ad un interessante meditazione ascoltata proprio ieri. Una frase mi ha colpito, riferita ad una donna davvero coraggiosa, Tamar:

non si salva la vita proteggendola dalla morte,
si salva la vita rischiandola con audacia


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