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Informazione

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Amo questo giornale, dove lavoro da 21 anni. Perché è un grande giornale. E’ stato il giornale di Vespa, Frajese, Longhi, Morrione, Fava, Giuntella. Il giornale delle culture diverse, delle idee diverse. Le conteneva tutte, era questa la sua ricchezza. Era il loro giornale, il nostro giornale. Anche dei colleghi che hai rimosso dai loro incarichi e di molti altri qui dentro che sono stati emarginati. Questo è il giornale che ha sempre parlato a tutto il Paese. Il giornale degli italiani. Il giornale che ha dato voce a tutte le voci. Non è mai stato il giornale di una voce sola. Oggi l’informazione del Tg1 è un’informazione parziale e di parte. Dov’è il Paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi salari peggiori d’Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare avanti  perché negli asili nido non c’è posto per tutti i nostri figli? Devono farsi levare il sangue e morire per avere l’onore di un nostro titolo.
E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie. Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i cassintegrati dell’Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di aziende che chiudono e gli imprenditori del nord est che si tolgono la vita perchè falliti? Dov’è questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare? Quell’Italia esiste. Ma il tg1 l’ha eliminata. Anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel Tg1 delle 20, diamo spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna interattiva multimediale.
La lettera di Maria Luisa Busi: “Non mi riconosco più nelTg1”

 

Mi sto rendendo sempre più conto che siamo succubi. Ci stiamo rinchiudendo sempre più nel nostro orticello, guardiamo la sua splendida erbetta, la coltiviamo con maniacale perfezione e godiamo dei colori scintillanti in primavera dei fiorellini che crescono nelle nostre aiuole. Tutto sembra così bello, così perfetto. Così asettico. Come nei telefilm americani, quelli che abbiamo imparato a guardare e ad amare, quelli che ormai hanno creato dipendenza e se non riusciamo a vedere una puntata di Lost, Grey’s Anatomy o chissà cos’altro non riusciamo a dormire tranquilli.

Siamo così tanto abituati a guardare il nostro giardino immacolato che non ci rendiamo nemmeno più conto di cosa accade al nostro vicino. Peggio ancora: non ci preoccupiamo nemmeno più, non ci fa nè caldo nè freddo, anzi, preferiamo ignorarlo. Giriamo la testa dall’altra parte e ci allontaniamo del confine fischiettando allegramente.

Io però ultimamente mi sto chiedendo: Cosa accade fuori dal mio orticello? Cosa accade a Lodi, in Lombardia, in Italia? Cosa sta succedendo in Africa? Per quale assurdo motivo i ragazzi nigeriani che incontro ogni giorno hanno dovuto attraversare a piedi il deserto, subire violenze e maltrattamenti per riuscire a scappare dal loro paese? Cosa sta succedendo in Libia= In che termini il nostro paese è responsabile di alcune violazioni dei diritti umani in Libia? E perchè, se è il nostro paese, noi non se sappiamo nulla? Cosa accade a Castelvolturno, Rosarno e chissà ancora in quali altre città italiane?

Ma soprattutto: perchè noi non ne sappiamo niente? Perchè nessuno ci spiega chiaramente come stanno le cose? Che gioco stanno giocando i potenti della terra? A che livello sono immischiati i nostri politici? I nostri portavoce?

Io voglio godere del diritto della libera informazione! Voglio riuscire a vederci chiaro!

Non voglio che il mio paese mi bendi gli occhi, mi somministri un sonnifero e mi canti la ninna.nanna per riuscire a farmi addormentare! Voglio stare attenta e vigile! Anche se questo significa lottare, cercare, spulciare, passare le ore in internet alla ricerca dei siti più cristallini. Voglio stare sveglia!