Vangelo

La Parola nelle parole

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Ascolto con leggerezza la canzone di Jovanotti, tratta dal suo nuovo album “Ora” e una piccola successione di note e parole mi colpisce:

Sbocciano i fiori sbocciano,
e danno tutto quel che hanno in libertà,
donano non si interessano,
di ricompense e tutto quello che verrà.
 
Le tasche piene di sassi – Ora
 

Mi colpisce perchè in un certo senso mi sembra riassumere la Parola che ho ascoltato poco più di un ora fa.

 
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».”
Mt 6,24-34
 

E sorrido! In quanti modi, segreti, sottili, soffici, teneri il Signore ci raggiunge e ci sta accanto.

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L’imperialismo atlantico e il fardello dell’uomo bianco.

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In questi giorni sto studiando il testo “L’alternativa mediterranea” edito da Feltrinelli, un tomo vero e proprio che all’inizio mi ha atterrito per la sua immensità…devo ammetterlo.

Devo ammettere con altrettanta sincerità che non mi aspettavo di trovarlo così interessante. Nelle pagine, nelle parole di vari autori ( Raja Bahlul, Franco Cassano, Serge Latouche,  Danilo Zolo sono solo alcuni) si legge una nuova speranza, una nuova lotta da intraprendere, una nuova visione del mondo. Cambiare occhi è sempre una sfida e richiede sforzo, impegno. Questa nuova visione consiste, brevemente, nel dettare la fine dell’Europa come “appendice orientale dell’imperialismo altlantico”. Situazione che si è venuta a creare soprattutto dalla fine della II Guerra Mondiale, quando le potenze europee, stremate del conflitto, si affidarono all’appoggio degli Stati uniti d’America. Senza farsi sfuggire l’occasione, hanno iniziato a stabilire basi militari un po’ ovunque in Europa, in quei luoghi strategici che ne permettevano il controllo. In nome del progresso, della difesa dei diritti civili, umani e individuali, hanno stabilito le loro “basi di controllo” (nella zona Balcanica – Kosovo e Bosnia-Erzegovina- Israele -nodo centrale dei conflitti del Mediterraneo- ma anche in Italia -base di lancio verso l’oriente- ). L’Europa ha assistito immobile a tutto ciò ed ora si trova ad essere “appendice orientale dell’imperialismo atlantico” che pretende di porre sotto il proprio controllo l’intero globo.

Ma non vorrei limitarmi a questa riflessione, vorrei, anzi, condividere con voi un breve pensiero, scaturito proprio questa mattina dall’incontro con un vescovo di Lomè – Togo.

Nella predica definiva il miracolo di cui si parla nel brano di Vangelo di oggi, come mircolo missionario . Cristo avendo ascoltato il soldato romano -pagano: che non accetta i valori del cristianesimo- gli concede la grazia di veder guarire il suo servo. Così facendo opera non per un “credente” non per “i figli di Israele” bensì per una persona che non conosce il cristianesimo. Ricollegandosi a ciò ha affermato che “anche voi avete compiuto un miracolo missionario, venendo nelle nostre terre, in Africa e annunciandoci la Parola, convertendoci al Vangelo e donandoci la Salvezza”.

Ora, so bene che è accaduto questo. I missionari hanno evangelizzato le popolazioni di Africa e America e Asia. Ma quando pronunciava quelle parole, nella mia mente si è accesa una lampadina. Colonizzazione. E quell’atteggiamento quasi reverenziale verso l’uomo bianco che ha portato la salvezza mi faceva rabbrividire.